Via Lambro
La via Lambro è la via più antica e ricca di storia di Monza.
Si tratta infatti dell’arteria principale dell’antico borgo medievale che, prima della creazione della via Ferdinandea (attuale via Vittorio Emanuele), via militare che dal Tirolo arrivava fino a Monza voluta da Ferdinando I d’Austria, univa il centro della città alla Contrada d’Arena attraverso il maestoso ponte a 8 arcate omonimo.
Fino agli anni ’30 questa strada riuscì a mantenere il sapore autentico della vecchia contrada, brulicante di vita e di attività fin dalle prime luci del giorno.
Qui infatti si potevano incrociare non solo i fedeli che si recavano al Duomo ma anche un fitto intreccio di mercanti che, con i loro carretti, sostavano in attesa del loro turno presso la “Gabella del sale e tabacchi”. Questa antica costruzione risalente al 1400 fu, prima della trasformazione in centro di distribuzione di tabacco e generi di monopolio, la casa dell’arciprete del Duomo.

La “Gabella del sale” venne poi definitivamente demolita nel 1981 a causa dell’abbandono e dell’incuria che l’avevano lentamente consumata.
Ad oggi le uniche case resistite agli sventramenti che durante gli anni ‘30 vennero portati avanti per liberare il fianco abside del Duomo sono le belle case a sporto medievali situate sulla sinistra appena lasciata piazza della basilica.
Questi edifici detti a “graticcio” vennero fabbricati con un metodo costruttivo che prevedeva una struttura portante costituita da travi in legno. Queste disposte orizzontalmente, verticalmente e obliquamente formavano il telaio portante che, una volta terminato, rimaneva a vista nella facciata.
Un tempo della famiglia Oreni queste case medievali furono gelosamente conservate e abbellite nel tempo con emblemi di storia monzese come la luna in rame incastonata in una delle travi dello sporto, ora sostituita con una copia.
Purtroppo il passare del tempo non fu clemente e anche queste case subirono drastiche ristrutturazioni che le privarono del bell’affresco sulla facciata ritraente una Madonna col bambino avvolta da una cornice barocca a motivi floreali.
Le uniche parti originali giunte fino a noi sono le travi dello sporto che ancora oggi sorreggono la struttura.
Proseguendo verso il Lambro si giunge al suggestivo Pont Scür. Erroneamente chiamata Torre di Teodolinda, questa costruzione di cui parleremo in maniera più approfondita in un prossimo articolo, è di epoca duecentesca e rivisitata poi nell’800 con l’aggiunta dell’ultima parte in falso-gotico. Caratterizzata da monofore e trifore, svetta ormai solitaria lasciandoci il gusto di un epoca remota che ci piace ricordare e immaginare.






